GIORGIO BEVIGNANI

BIOGRAFY
Giorgio Bevignani
(Città di Castello, Perugia, 1955)

All’età di dieci anni si trasferisce con la famiglia in Francia, per poi rientrare in Italia nel 1975, a Città di Castello. Frequenta l’Istituto d’Arte San Bernardino di Betto di Perugia, conseguendo il diploma di Maestro d’Arte nel 1979. Trasferitosi in Toscana, prima a Firenze e poi a Siena, riprende gli studi all’Istituto d’Arte Duccio di Buoninsegna di Siena, diplomandosi in Arte Applicata (Scultura) nel 1981. Negli anni dal 1984 al 1986 frequenta l'Accademia di Belle Arti di Bologna e l'Accademia di Brera a Milano, dal 1986 al 1988. Proprio in questi anni, inizia le sue sperimentazioni pittoriche su tela, utlizzando materiali liquefabili che discioglie, aspettando che la materia gli dia una rispondenza estetica, mettendosi in aperto dialogo con essa: carnauba, pece greca, gomma arabica, pece di tabacco e varie cere.
Nel 1990 l'artista si trasferisce a New York e, nei tre anni successivi, vive tra l'Italia e gli Stati Uniti. Nel 1991, con il curatore David Jacobson, allestisce la sua prima personale presso il suo studio, al numero 39 di Mercer Street, New York e, su suggerimento di Omar Calabrese, prende contatto con il celebre gallerista Leo Castelli che riconosce il suo talento e lo esorta a proseguire la ricerca scultorea intrapresa in quegli anni.
Negli anni '90, la liquidità delle “conflagrazioni di plasma evanescente” dei suoi Encausti, presentati per la prima volta alla Galleria Diners di Bogotà, in Colombia, si trasferisce nel valore cangiante e metamorfico delle sue installazioni composte da masse rocciose sospese a sottilissimi fili trasparenti o intrappolate nelle maglie di una rete di ferro, frutto della reazione della luce con i pigmenti naturali, come il fluoro e il fosforo, dipinti a fresco sulla loro superficie: un esempio sono le installazioni site-specific Granada sulla facciata del Teatro Municipale di Bogotà, con la quale ha vinto il concorso internazionale Lugares Comunes, l'installazione Souffresouffre, con la quale vince il Premio Città di Novara 2008, oppure Jordan's Red Water, selezionata, nel 2013, dalla delegazione curatoriale dell'Università di Bologna per partecipare alla rassegna BAG. Bocconi Art Gallery. Ricordiamo anche l'installazione esposta in occasione di Artefiera OFF a Bologna, nel 2007, Stick Out Like a Sore Thumb, composta da 155 elementi modulari sospesi e reiterati all'infinito da un gioco di specchi e che compaiono al buio solo grazie alla reazione del neon ultravioletto con il fluoro posto in superficie.
Tramite la reazione della componente sulfurea dei pigmenti naturali posti su moduli rocciosi composti da resina poliestere e pvc, Bevignani è capace di far emergere la componente alchemica della materia, di farla vibrare di una consistenza voluttuosa e tattile data dalla luce, emulsionando, con sapiente maestria, materiali di origine industriale come la schiuma poliuretanica, il silicone e il polipropilene, con pigmenti tradizionali come gli oli. Nella deflagrazione materica della sua “scultura atomistica”, le pennellate di colore di addensano in organismi viventi che si espandono nello spazio nelle conformazioni più svariate. Nel microcosmo dei pigmenti cristallizzati nelle concrezioni modellate nella schiuma poliuretanica degli Al-Gher, si riflette, oltre all'origine mitologica del corallo, la vastità della struttura del cosmo, in una dimensione mitica e metafisica, dove arte e filosofia si intrecciano. Nelle Lentilles, iridi bifacciali dalle superfici increspate, il riverbero del fascio di raggi luminosi trasferisce la fluorescenza del colore del fondo alla parete, mescolandosi al cono d’ombra. Lo spettro della luce dà sostanza visibile alla materia, attraversando gli strati epidermici semitrasparenti di silicone, stratificati e lasciati asciugare ad uno ad uno in concrezioni materiche, modulate da onde voluttuose e dislivelli plastici che stimolano chi osserva alla ricerca di un’esperienza sinestetica tra tatto e vista.Vincitore del prestigioso premio Spotlight 2015, indetto dalla Royal British Society
of Sculpture, con una grande rete in polipropilene, I'm Rady to Live, esposta alla Andipa Gallery di Londra, Bevignani ha allestito le sue installazioni site-specific in occasione di Artefiera Bologna, oltre che alla Casa dell’Architettura di Roma, dove l'artista ha posto la sagoma di una luna rossa, La Compagna Evanescente, omaggio al soggetto di quella che avrebbe dovuto essere la sesta “lezione americana” di Calvino, installazione con la quale ha vinto il concorso In Viaggio con Calvino, nel 2013; ha esposto, inoltre, a New York, a Colonia, in Germania, al Palazzo Pepoli Campogrande di Bologna e al Teatro India di Roma.
QUAI AZUR 100*100. legno, poliuretano espanso, silicone
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